Trattamento del carcinoma mammario triplo negativo avanzato nel soggetto anziano: ottimizzazione della strategia terapeutica e ruolo di sacituzumab govitecan
Riassunto.Il carcinoma mammario triplo negativo (TNBC) rappresenta il sottotipo molecolare più sfidante per il clinico, non avvalendosi dei target terapeutici di espressione dei recettori ormonali e del recettore HER2 e presentando un andamento clinico aggressivo e scarsamente responsivo alla chemioterapia tradizionale. Negli ultimi anni, lo scenario terapeutico si è arricchito grazie alla dimostrazione dell’efficacia di nuovi trattamenti a target mirato (come l’immunoterapia nel tumore PD-L1 positivo o i PARP inibitori in presenza di mutazione germinale patogenetica dei geni BRCA1 e 2) e soprattutto grazie all’avvento degli anticorpi farmaco coniugati di cui sacituzumab govitecan (SG) ha rappresentato il primo agente ad aver dimostrato, in un trial clinico di fase III, un vantaggio statisticamente significativo e clinicamente rilevante in tutti gli endpoint di sopravvivenza, compresa l’overall survival (OS). L’utilizzo dei nuovi agenti è particolarmente complesso nel soggetto anziano dove il clinico è chiamato a bilanciare i dati di efficacia con quelli di sicurezza e tollerabilità, attraverso una valutazione oggettiva dei problemi clinici età-correlati e la messa in atto di strategie proattive per la prevenzione e gestione delle tossicità. Viene presentato, qui, il caso clinico di una donna di 74 anni affetta da TNBC ricaduto dopo 2 anni dalla diagnosi in fase iniziale di malattia, che riceve in seconda linea SG dopo stabilizzazione della progressione cerebrale mediante trattamento radioterapico. La paziente presenta, a fronte di un buon profilo di tollerabilità (a eccezione di nausea di grado 2 che ha richiesto ottimizzazione della profilassi anti-emetica), una durevole risposta di malattia, anche a livello intracranico.