Brain-Mind Capital, salute mentale e produttività: implicazioni di Health Policy per l’Italia (2026-2030)

ALBERTO SIRACUSANO1, GIUSEPPE NICOLÒ2, CINZIA NIOLU3

1Professore emerito, Università di Roma Tor Vergata; 2Dipartimento di Salute mentale Asl Roma 5; 3Dipartimento di Medicina dei sistemi, Università di Roma Tor Vergata.

Riassunto. Introduzione. Il concetto di Brain-Mind Capital integra insieme salute mentale e competenze cognitive e le riconosce come determinanti strutturali della crescita economica nelle economie ad alta intensità di conoscenza. Obiettivi. Analizzare le implicazioni del paradigma del Brain Capital per il mercato del lavoro italiano e valutare il ruolo del Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale (PANSM) 2025-2030 come strumento di politica economica oltre che sanitaria; introdurre il concetto di Brain-Mind Capital: la mente come elemento di sintesi del Brain-Mental Health Capital. Metodi. Revisione narrativa della letteratura internazionale su Brain Capital, burden of disease e costi economici della salute mentale, integrata con analisi di policy del contesto italiano. Risultati. I disturbi mentali e neurologici rappresentano circa il 24% del carico globale di malattia e generano costi economici stimati tra il 3% e il 4% del PIL nei Paesi industrializzati. La letteratura evidenzia un’associazione robusta tra salute mentale, produttività, partecipazione al lavoro e innovazione. In Italia, stagnazione della produttività e invecchiamento demografico amplificano il rischio sistemico legato alla sottovalutazione del capitale cognitivo. Il PANSM 2025-2030 rappresenta un’opportunità di integrazione tra politica sanitaria e politica del lavoro. Conclusioni. Investire in Brain-Mind Capital, ovvero nelle università, centri di ricerca, innovazione, collaborazione pubblico-privato, nuove tecnologie ad alta intensità di conoscenza, costituisce una strategia di competitività nazionale e internazionale. L’integrazione strutturale tra salute mentale e politiche del lavoro è necessaria per sostenere crescita, coesione sociale e sostenibilità previdenziale.

Parole chiave. Brain-Mental Health, Brain-Mind Capital, disturbi mentali, Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale.

Summary. Introduction. The concept of Brain-Mind Capital integrates mental health and cognitive skills, recognising them as structural determinants of economic growth in knowledge-intensive economies. Objectives. To analyse the implications of the Brain Capital paradigm for the Italian labour market and to assess the role of the National Mental Health Plan (PANSM) 2025-2030 as an instrument of economic policy as well as health policy; introducing the concept of Brain-Mind Capital: the mind as a synthesising element of Brain-Mental Health Capital. Methods. A narrative review of the international literature on Brain Capital, the burden of disease and the economic costs of mental health, supplemented by a policy analysis of the Italian context. Results. Mental and neurological disorders account for approximately 24% of the global burden of disease and generate economic costs estimated at between 3% and 4% of GDP in industrialised countries. The literature highlights a robust association between mental health, productivity, labour force participation and innovation. In Italy, stagnating productivity and demographic ageing amplify the systemic risk associated with the undervaluation of cognitive capital. The PANSM 2025-2030 represents an opportunity to integrate health policy and labour policy. Conclusions. Investing in Brain-Mind Capital – that is, in universities, research centres, innovation, public-private partnerships and new knowledge-intensive technologies – constitutes a strategy for national and international competitiveness. Structural integration between mental health and labour policies is necessary to support growth, social cohesion and the sustainability of social security systems.

Key words. Brain-Mental Health, Brain-Mind Capital, mental disorders, National Mental Health Plan.

Introduzione

Il nuovo concetto di Brain-Mind Capital – che integra salute del cervello, salute mentale e resilienza socio-emotiva – è stato riconosciuto come determinante chiave socio-strategica per la crescita economica e la competitività nei Paesi ad alta intensità di conoscenza1,2. In particolare, il buon funzionamento del cervello unito a una buona salute mentale implementa e arricchisce, attraverso il capitale umano, lo sviluppo della società. L’importanza dell’unione di questi due concetti, appartenenti principalmente al campo clinico e di salute pubblica, risiede nella creazione di nuovi e sostenibili sistemi di politica economica e di organizzazione dei modelli di governance. Parallelamente, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE o Organization for Economic Co-operation and Development - OECD)3 e la Brain Capital Alliance1 sottolineano la necessità di politiche integrate che considerino la salute mentale come infrastruttura economica.

In Italia, dove una quota significativa della popolazione attiva soffre di disturbi mentali, le implicazioni per il mercato del lavoro e la produttività sono di grande portata.

Burden of disease e costi economici

Le condizioni neurologiche e psichiatriche rappresentano circa il 24% del burden globale di malattia in termini di DALYs4. Nei Paesi OCSE, lo stesso fenomeno è associato a costi economici equivalenti al 3-4% del PIL, includendo perdita di produttività, assenteismo e disoccupazione di lunga durata3. La letteratura evidenzia un’associazione robusta tra salute mentale, produttività, partecipazione al lavoro e innovazione1,2,5.

In Italia, i disturbi mentali colpiscono circa 1 italiano su 6, con una prevalenza particolarmente elevata nella fascia di età lavorativa (20-64 anni), che rappresenta il 64,8% dei casi complessivi. I costi economici complessivi associati alle condizioni di salute mentale sono stimati in circa 63,3 miliardi di euro l’anno, equivalenti a circa il 3,3% del PIL italiano tra perdita di produttività, assenteismo e disoccupazione di lunga durata.

Questi dati sottolineano come la salute mentale non sia un problema sanitario isolato dal resto della salute pubblica (stigma), ma un fattore di impatto economico e sociale rilevante6.

Brain-Mind Capital e mercato del lavoro italiano

Prevalenza e impatto sui lavoratori

La salute mentale è particolarmente critica nel contesto occupazionale italiano:

circa 6 milioni di lavoratori in Italia soffrono di disturbi mentali associati a un impatto negativo sulla produttività e sull’efficacia lavorativa7;

il tasso di occupazione delle persone con problemi di salute mentale è significativamente più basso (≈40,2%) rispetto alla popolazione generale (≈62-63%)8, evidenziando una grave disuguaglianza nel mercato del lavoro;

i lavoratori italiani presentano livelli di stress lavorativo superiore alla media europea, con oltre il 63% che percepisce il proprio lavoro come mentalmente stressante o impegnativo, un valore superiore alla media dell’UE.

Questi numeri indicano che la salute mentale influisce in modo diretto sulla partecipazione lavorativa e sulla produttività complessiva della forza lavoro attiva.

Assenteismo, presenteismo e produttività

Le condizioni di salute mentale non solo riducono l’occupabilità, ma aumentano anche assenteismo, presenteismo (presenza al lavoro con prestazione ridotta) e disconnessione professionale.

Secondo report internazionali, ogni anno l’Italia perde decine di milioni di giornate lavorative a causa di depressione e ansia, con impatti macroeconomici significativi.

Contesto macroeconomico

Il mercato del lavoro italiano presenta fragilità strutturali che amplificano l’effetto della salute mentale sui risultati occupazionali:

l’Italia ha un tasso di occupazione complessivo tra i più bassi dell’area euro, con livelli intorno al 62-63%;

il mercato del lavoro è caratterizzato da stagnazione della produttività, con contributi bassi alla crescita del valore aggiunto per ora lavorata nelle statistiche recenti.

Queste debolezze strutturali rendono il Brain Capital un fattore critico non solo per la salute pubblica, ma anche per la sostenibilità occupazionale e l’equità nei risultati lavorativi.

Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale
(PANSM 2025-2030)

Il PANSM 2025-2030, per la prima volta pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio 20269, con finanziamento ad hoc nella legge di bilancio 2026, rappresenta un’opportunità per affrontare in modo completo il legame tra salute mentale, lavoro e sviluppo economico.

Il PANSM è suddiviso in 6 capitoli:

1. Salute mentale e percorsi di promozione, prevenzione e cura.

2. Salute mentale in infanzia e in adolescenza, transizione dai servizi per l’infanzia e l’adolescenza ai servizi per l’età adulta, accesso e continuità di cura.

3. Salute mentale per le persone detenute/imputabili e per le persone affette da disturbi mentali autrici di reato in misura di sicurezza.

4. Salute mentale: risk management e sicurezza.

5. Salute mentale e integrazione socio-sanitaria.

6. Salute mentale: formazione e ricerca.

e affronta, tra i punti principali, ai fini del nostro discorso, nel medio periodo, i seguenti:

supporto psicologico di base integrato nel servizio sanitario pubblico;

rafforzamento dei servizi territoriali di salute mentale, dipartimenti integrati;

azioni di prevenzione nei contesti formativi e lavorativi.

L’implementazione integrata del piano potrebbe portare a:

riduzione delle giornate lavorative perse per motivi psicologici;

aumento dell’efficacia lavorativa;

contrasto alla disoccupazione di lunga durata legata a fenomeni di burnout e stress cronico.

Implicazioni di Health Policy

L’evidenza empirica italiana indica che l’integrazione di Brain-Mind Capital e politiche lavorative è cruciale per la competitività nazionale:

1. sviluppo di indicatori di Brain-Mind Capital nei sistemi di monitoraggio del mercato del lavoro e della salute;

2. incentivi fiscali e regolatori per promuovere programmi aziendali di supporto alla salute mentale;

3. politiche di prevenzione precoce integrate tra educazione, sanità e mondo del lavoro;

4. valutazioni economiche costo-beneficio per quantificare l’impatto delle azioni di promozione della salute mentale sulla produttività nazionale.

Conclusioni

Il paradigma del Brain-Mind Capital lega insieme salute mentale, competenze cognitive e produttività lavorativa in una visione coerente e coesa per la Health Policy contemporanea.

Come detto, il buon funzionamento del cervello unito a una buona salute mentale implementa e arricchisce, attraverso il capitale umano, lo sviluppo della società. L’importanza dell’unione di questi due concetti, appartenenti principalmente al campo clinico e di salute pubblica, risiede nella creazione di nuovi e sostenibili sistemi di politica economica e di organizzazione dei modelli di governance.

Per l’Italia, con livelli elevati di disturbi mentali nella popolazione attiva e un mercato del lavoro strutturalmente fragile, gli investimenti in Brain-Mind Capital non sono solo necessari per migliorare la salute pubblica, ma costituiscono una strategia di competitività economica e coesione sociale nel lungo periodo.

Acknowledgement: l’open access del documento è stato reso possibile grazie al contributo non condizionante di Angelini Pharma.

Bibliografia

1. Brain Capital Alliance. Brain Capital Framework Reports, 2021-2024.

2. McKinsey Health Institute. Strong brains: the foundation of prosperity in the AI era. 2026.

3. OECD. Mental Health and Work. Paris: OECD Publishing, 2015-2023.

4. Institute for Health Metrics and Evaluation. Global Burden of Disease Study 2019 Results. Seattle: IHME, 2020.

5. SDA Bocconi Sustainability Lab. Social Sustainability Monitor 2025; 2026.

6. Ministero della Salute. La salute mentale come motore della crescita socio-economica dell’Italia. Roma, 2025.

7. ISTAT. Labour Force and Employment Data, 2024-2025.

8. MH4HRM. Mental Health at Work in Italy: Progress, Gaps, and Road Ahead; 2025.

9. Presidenza del Consiglio di Ministri. Accordo 29 dicembre 2025. “Piano di azioni nazionale per la salute mentale (PANSM) 2025-2030”. GU Serie Generale n.28 del 04-02-2026 - Suppl. Ordinario n. 6.